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Micosi

Micosi vaginale durante la gravidanza: sintomi, trattamento, rischi

Zineb Sadki

Redazione editoriale, Santelle

5 min di lettura

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Un prurito che vi disturba da qualche giorno, perdite che hanno cambiato aspetto, e quella domanda che sale a fine giornata : è grave per il bambino?

Rassicuratevi subito : la micosi vaginale è una delle infezioni più frequenti della gravidanza, interessa circa una donna incinta su cinque, e fino a una su tre nel terzo trimestre.

Nella stragrande maggioranza dei casi è benigna e non ha alcuna conseguenza sull'andamento della gravidanza.

Merita tuttavia di essere trattata rapidamente, in particolare a fine gravidanza. Vi spieghiamo perché, come riconoscerla e soprattutto come curarla in tutta sicurezza.


Che cos'è una micosi vaginale?

Una micosi vaginale (o candidosi vaginale) è un'infezione fungina dovuta alla proliferazione di un fungo microscopico, il più delle volte la Candida albicans.

Questo fungo è naturalmente presente in vagina, in piccola quantità, senza causare problemi.

È quando il suo equilibrio con il resto della flora vaginale si rompe che prolifera e provoca un'infiammazione.

Non bisogna confondere la micosi con la vaginosi batterica, un'altra infezione molto comune durante la gravidanza, causata questa volta da uno squilibrio di batteri (in particolare Gardnerella vaginalis) e non da un fungo.

I sintomi sono diversi (odore, aspetto delle perdite) e anche i trattamenti, da qui l'importanza di una diagnosi posta da un professionista sanitario piuttosto che di un'autovalutazione.

Micosi vaginale durante la gravidanza


Perché la gravidanza favorisce le micosi vaginali?

La gravidanza crea un terreno particolarmente favorevole allo sviluppo della Candida albicans, per diverse ragioni :

  • L'aumento di estrogeni e progesterone, due ormoni i cui livelli crescono fortemente durante la gravidanza, modifica l'ambiente vaginale.

  • L'aumento del glicogeno nella mucosa vaginale serve letteralmente da nutrimento al fungo, favorendone la proliferazione.

  • Il pH vaginale e l'immunità locale risultano modificati, riducendo la capacità naturale del corpo di contenere il fungo.

  • Il diabete gestazionale, che riguarda circa il 4 % delle donne incinte, è un ulteriore fattore aggravante : un tasso di zucchero più elevato nei tessuti favorisce la crescita della candida.

Risultato : la micosi vaginale interessa circa il 20 % delle donne incinte, una proporzione che sale fino a quasi un terzo nel terzo trimestre, periodo in cui gli episodi sintomatici sono più frequenti.


Quali sono i sintomi di una micosi vaginale durante la gravidanza?

I segnali sono generalmente abbastanza riconoscibili :

  • Prurito a livello della vulva e della vagina, a volte intenso

  • Rossori e gonfiore delle grandi labbra

  • Una sensazione di bruciore, in particolare durante la minzione

  • Perdite bianche, dense e granulose, spesso paragonate al «latte cagliato», e senza odore particolare

  • Dolore o fastidio durante i rapporti

Se le vostre perdite hanno un odore forte o insolito, o se avvertite contrazioni, dolori pelvici o sanguinamenti, non sono sintomi tipici di una micosi semplice : consultate senza attendere per escludere un'altra causa.


La micosi vaginale è pericolosa per il mio bambino?

È spesso la prima domanda, e la risposta è nel complesso rassicurante.

Una micosi vaginale è un'infezione locale, che non supera la barriera uterina. Non comporta rischio di aborto spontaneo e non incide sul bambino durante la gravidanza stessa.

Un punto di attenzione merita tuttavia di essere segnalato : a differenza di una micosi semplice, una vaginosi batterica o un'infezione sessualmente trasmissibile non trattate possono avere conseguenze più serie (contrazioni, rischio di parto prematuro).

È proprio per questo che è importante consultare in caso di sintomi, per porre la diagnosi giusta e non confondere le due situazioni.

Il vero rischio associato alla micosi vaginale riguarda il momento del parto.

Durante il passaggio del bambino nella vagina, il fungo può essere trasmesso al neonato : è ciò che si chiama candidosi neonatale.

Si manifesta il più delle volte con una candidosi cutanea, digestiva, o un mughetto orale (depositi biancastri nella bocca del bambino).

Questa infezione resta benigna e si cura facilmente, ma è evidentemente preferibile evitarla, da qui l'importanza di trattare una micosi prima del parto, in particolare se compare nel terzo trimestre.


Come capire se ho una micosi vaginale?

Di fronte a prurito o perdite insolite, è difficile sapere con certezza se si tratta di una micosi, di una vaginosi batterica o di altro.

Un test come Santelle, da effettuare a casa, permette di fare un primo punto sull'equilibrio della vostra flora vaginale e di assicurare un monitoraggio nel tempo, a complemento e non in sostituzione del parere della vostra ostetrica o del vostro medico, che resta indispensabile per confermare la diagnosi e avviare un trattamento adeguato.

Test micosi vaginale gravidanza


Come curare una micosi vaginale in gravidanza? I trattamenti consentiti

Prima regola : niente automedicazione.

Anche se avete già avuto una micosi e pensate di riconoscerne i sintomi, consultate la vostra ostetrica, il vostro ginecologo o il vostro medico di base prima di iniziare qualsiasi trattamento.

La gravidanza impone precauzioni particolari che non conoscete necessariamente.

Il trattamento di riferimento durante la gravidanza è un trattamento locale, sotto forma di ovulo e crema, a base di antimicotici azolici.

Punti chiave da ricordare :

  • La durata del trattamento è generalmente di 3-7 giorni durante la gravidanza, più lunga che al di fuori della gravidanza (dove 1-3 giorni spesso bastano).

  • È importante trattare sia la vulva sia la vagina, associando crema e ovulo, per un'efficacia ottimale.

  • L'ovulo si usa generalmente la sera, al momento di coricarsi, su prescrizione del vostro professionista sanitario.


Si può alleviare una micosi vaginale con rimedi naturali durante la gravidanza?

È allettante cercare una soluzione «fatta in casa» in attesa di un appuntamento o per evitare i farmaci.

Siamo onesti : nessun rimedio naturale ha dimostrato un'efficacia comprovata per trattare una micosi conclamata durante la gravidanza.

Alcuni punti di attenzione :

  • Gli oli essenziali (tea tree, lavanda, origano…) sono sconsigliati durante la gravidanza, anche diluiti o in uso locale, e a maggior ragione per via orale. I loro effetti sulla gravidanza non sono sufficientemente documentati per poterli usare senza rischio.

  • I probiotici, in applicazione vaginale o per via orale, possono aiutare a riequilibrare la flora vaginale a complemento di un trattamento, ma non sostituiscono in alcun modo un trattamento antimicotico quando la micosi è confermata.

In ogni caso, parlatene con la vostra ostetrica o con il vostro medico prima di provare qualsiasi cosa, anche ciò che vi sembra innocuo.


Domande frequenti

La micosi vaginale può provocare un parto prematuro?

No, una micosi vaginale semplice non provoca un parto prematuro. Questo rischio riguarda soprattutto la vaginosi batterica non trattata, da qui l'importanza di far confermare la diagnosi da un professionista sanitario.

Posso avere rapporti sessuali se ho una micosi vaginale in gravidanza?

Non è pericoloso per il bambino, ma i rapporti possono essere fastidiosi o addirittura dolorosi finché l'infezione non è trattata. Meglio attendere la fine del trattamento.

La micosi vaginale torna spesso durante la gravidanza: è normale?

Sì, le recidive sono frequenti durante la gravidanza a causa del terreno ormonale che favorisce la proliferazione del fungo lungo tutti i nove mesi. Ogni nuovo episodio va segnalato alla vostra ostetrica o al vostro medico.

Devo trattare una micosi anche se non mi disturba molto?

Sì, soprattutto a fine gravidanza: anche se poco sintomatica, una micosi non trattata prima del parto aumenta il rischio di trasmissione al bambino durante il passaggio nella vagina.

Anche il partner deve essere trattato?

In genere no, salvo in caso di micosi molto recidivanti o se il partner presenta lui stesso sintomi (rossori, prurito a livello del glande). Chiedete consiglio al vostro professionista sanitario se è il vostro caso.

Scritto da

Zineb Sadki

Redazione editoriale, Santelle

Zineb è redattrice presso Santelle e scrive di salute intima e microbiota vaginale.

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Il kit Santelle è un autotest di monitoraggio e informazione. Non sostituisce né una consultazione né una diagnosi medica. In caso di sintomi persistenti o insoliti, rivolgetevi a un professionista sanitario.

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