
Test e diagnosi
Test del pH vaginale: cosa misura realmente?

Roxanne Sabbag
Co-fondatrice e ingegnere biomedica, Santelle
Vi state chiedendo se il vostro pH vaginale è normale, cosa significa un pH superiore a 4,5 o se un test del pH può aiutarvi a capire se avete una micosi o una vaginosi?
Un test del pH vaginale misura semplicemente l'acidità delle secrezioni vaginali utilizzando una striscia reattiva o un applicatore. Nelle donne in età fertile, il pH vaginale è generalmente compreso tra 3,8 e 4,5.
Ma attenzione: il pH da solo non permette di capire quale sia la causa di sintomi come perdite insolite, odore, prurito o bruciore.
Quindi, come interpretare il risultato di un test del pH vaginale e cosa può realmente dirvi?

Cos'è il pH vaginale?
La vagina è naturalmente acida. Nelle donne in età fertile, il suo pH vaginale è generalmente compreso tra 3,8 e 4,5.
Questa acidità contribuisce al naturale equilibrio della vagina. È in particolare legata alla presenza di lattobacilli, batteri naturalmente presenti nella flora vaginale.
Il pH può tuttavia variare a seconda dei periodi della vita e di determinate situazioni. Può in particolare essere diverso:
prima della pubertà;
durante il ciclo mestruale;
durante la gravidanza;
dopo un rapporto sessuale;
dopo l'uso di alcuni prodotti vaginali.
Il risultato di un test del pH deve quindi sempre essere interpretato tenendo conto del contesto.
Come interpretare il risultato di un test del pH vaginale?
La lettura dipende principalmente dal valore ottenuto.
Un pH compreso tra 3,8 e 4,5
Un risultato compreso tra 3,8 e 4,5 corrisponde generalmente a un ambiente vaginale acido, considerato abituale in una donna in età fertile.
Ma un pH normale non significa necessariamente che vada tutto bene.
Ad esempio, una micosi vaginale può essere presente nonostante un pH normale. Il test del pH non consente quindi di escludere una micosi.
Se avete sintomi nonostante un pH normale, come prurito, bruciore o perdite insolite, non affidatevi esclusivamente al risultato del test.
Un pH superiore a 4,5
Un pH vaginale superiore a 4,5 significa che l'ambiente vaginale è meno acido del solito.
Questo può essere osservato in particolare in caso di vaginosi batterica. Ma un pH elevato non significa automaticamente che abbiate una vaginosi.
Altre situazioni possono far aumentare temporaneamente il pH, in particolare:
le mestruazioni;
un rapporto sessuale recente, poiché lo sperma è alcalino;
la menopausa e il calo degli estrogeni;
alcuni prodotti utilizzati in vagina.
Il pH è quindi un indizio, non una diagnosi.
Un pH inferiore a 3,8
Un pH inferiore a 3,8 non consente generalmente di identificare un'infezione specifica.
Il risultato può dipendere in particolare dal momento in cui eseguite il test e dal modo in cui lo utilizzate. Se avete sintomi, è meglio non cercare di interpretare questo dato da soli.
In ogni caso, verificate i valori indicati nel foglietto illustrativo del vostro test, poiché le soglie possono variare a seconda del dispositivo.
Quali sintomi possono accompagnare una variazione del pH vaginale?
Alcune situazioni portano naturalmente a interrogarsi sul proprio pH vaginale e a considerare un test:
delle perdite più abbondanti o di consistenza diversa;
un odore insolito, in particolare un odore forte o che ricorda il pesce;
prurito;
sensazioni di bruciore;
un fastidio durante i rapporti sessuali;
sintomi vaginali che si ripresentano regolarmente.

Un test del pH può rilevare una micosi o una vaginosi?
No, un test del pH vaginale non consente di rilevare direttamente una micosi.
Una micosi vaginale può essere associata a un pH che rimane nell'intervallo abituale. Potete quindi avere una micosi con un pH vaginale compreso tra 3,8 e 4,5.
I sintomi di una micosi possono in particolare includere:
prurito intenso;
bruciore;
irritazione della vulva;
perdite bianche spesse;
fastidio o dolore durante i rapporti.
Questi sintomi non sono tuttavia specifici della micosi. Altri problemi possono causare segni simili.
Un pH normale non esclude quindi una micosi.
Quale test vaginale scegliere in base a ciò che si desidera sapere?
La scelta dipende soprattutto da ciò che si desidera verificare:
Striscia pH: per misurare semplicemente l'acidità della vagina.
Test multi-biomarcatore come Santelle: per ottenere maggiori informazioni sull'ambiente vaginale, oltre al solo pH.
Tampone vaginale: per ricercare in modo più preciso la causa dei sintomi, con l'aiuto di un professionista sanitario.
Test pH, Santelle o tampone vaginale: qual è la differenza?
Test | Cosa misura e a cosa serve |
|---|---|
Striscia pH | Il pH vaginale. Semplice e veloce, ma non consente di identificare la causa di uno squilibrio. |
Santelle | Diversi biomarcatori, tra cui il pH. Offre una visione più completa dell'ambiente vaginale. |
Tampone vaginale | Consente di ricercare in laboratorio la causa dei sintomi e alcuni microrganismi. |
I test a domicilio forniscono indicazioni e non sostituiscono il parere del medico in caso di sintomi significativi o persistenti.

Come utilizzare correttamente un test del pH vaginale?
Per ottenere un risultato affidabile, alcune semplici precauzioni fanno la differenza:
Scegliete il momento giusto. Evitate di eseguire il test durante le mestruazioni, nelle ore successive a un rapporto sessuale, o subito dopo l'igiene intima con un prodotto, poiché questi fattori possono alterare temporaneamente il pH.
Lavatevi le mani prima di maneggiare il test, senza utilizzare saponi profumati sulla zona interessata.
Posizionate correttamente la striscia o l'applicatore a contatto con la parete vaginale, seguendo scrupolosamente le istruzioni del produttore: un contatto troppo breve o errato può falsare la lettura.
Rispettate il tempo di attesa indicato prima di leggere il risultato; una lettura troppo anticipata o tardiva può alterare il colore osservato.
Confrontate il colore ottenuto con la scala fornita, in buone condizioni di luce, immediatamente dopo il tempo di attesa.
Annotate il risultato insieme al contesto (fase del ciclo, sintomi presenti quel giorno): questa informazione sarà utile in caso di successiva consultazione con un professionista sanitario.
Domande frequenti
Il pH vaginale può cambiare dopo un rapporto sessuale?
Sì. Lo sperma è alcalino, il che può temporaneamente aumentare il pH vaginale dopo un rapporto sessuale. Si consiglia quindi di attendere alcune ore prima di effettuare un test per ottenere un risultato più rappresentativo.
Dove acquistare un test del pH vaginale?
I test del pH vaginale (strisce, autotest) sono disponibili in farmacia e parafarmacia, nonché presso distributori online specializzati in salute intima. Si raccomanda di verificare la conformità del dispositivo (marcatura CE, foglietto illustrativo chiaro) prima dell'acquisto, come il nostro autotest multi-biomarcatore.
Un test del pH vaginale è affidabile?
Un test del pH vaginale utilizzato correttamente fornisce un'indicazione affidabile sull'acidità dell'ambiente vaginale in un dato momento. La sua affidabilità dipende tuttavia dal rispetto delle istruzioni per l'uso (momento del test, contatto con la parete, tempo di lettura) e dai suoi limiti intrinseci: non sostituisce una diagnosi medica e non rileva tutte le infezioni con la stessa precisione.
Si può fare un test del pH vaginale durante la gravidanza?
Sì, un test del pH vaginale può essere eseguito durante la gravidanza. Il pH vaginale può variare leggermente durante la gravidanza a causa dei cambiamenti ormonali. In caso di dubbi su un risultato o in presenza di sintomi, si raccomanda di parlarne con l'ostetrica o il ginecologo piuttosto che modificare autonomamente il comportamento da seguire.
Un test del pH vaginale fa male?
No. Un test del pH vaginale, che si tratti di una striscia reattiva o di un autotest, normalmente non provoca alcun dolore. Comporta solo un semplice e breve contatto tra il dispositivo e la parete vaginale, senza alcuna procedura invasiva.
Un test del pH vaginale è rimborsato dalla previdenza sociale?
Gli autotest del pH vaginale venduti in farmacia o online, eseguiti a domicilio senza prescrizione medica, generalmente non sono rimborsati. Un tampone vaginale eseguito in laboratorio su prescrizione medica può, invece, essere preso in carico secondo le normali condizioni di rimborso delle analisi biologiche.

Scritto da
Roxanne Sabbag
Co-fondatrice e ingegnere biomedica, Santelle
Roxanne è co-fondatrice di Santelle e ingegnere biomedica specializzata in salute vaginale.





