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Infezioni

Come curare la vaginite: capire e trattare le recidive

Yasmina Akni

SEO e relazioni con la stampa, Santelle

8 min di lettura

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Come curare la vaginite : comprendere, trattare ed evitare le recidive

La vaginite colpisce quasi la totalità delle donne in un momento o nell'altro della loro vita.

Prurito, bruciore, perdite insolite : questi sintomi meritano una risposta chiara e mirata, non solo soluzioni generiche.

Questa guida vi spiega come trattare una vaginite e, soprattutto, come prevenire le recidive per evitare che si ripresenti.

Cos'è una vaginite?

Una vaginite è un'infiammazione della vagina, talvolta estesa alla vulva, in tal caso si parla di vulvovaginite.

Può essere di origine infettiva (funghi, batteri, parassiti) o non infettiva (irritazione, allergia, squilibrio ormonale).

La cosa importante da capire è che non tutte le vaginiti sono uguali e non si trattano allo stesso modo.

Fare la diagnosi corretta è il primo passo, ed è per questo che consultare un medico prima di iniziare un trattamento, anche in caso di recidiva, rimane la raccomandazione di riferimento.

Buono a sapersi

La vagina è un organo autopulente. Possiede il proprio microbiota, dominato da lattobacilli che mantengono un pH acido protettivo.

Quando questo equilibrio si rompe, possono insediarsi le infezioni. Una buona igiene vaginale consiste quindi nel non lavarsi mai all'interno della vagina, ma unicamente nella zona esterna.

I diversi tipi di vaginite

Esistono diverse forme di vaginite, ognuna con le sue cause, i suoi sintomi caratteristici e il suo trattamento specifico.

Micosi vaginale

È un'infezione causata da un fungo, la Candida albicans, che vive naturalmente nella vagina in piccolissime quantità.

Il problema sorge quando si moltiplica eccessivamente, spesso dopo una cura antibiotica (che distrugge anche i batteri "buoni" che la tengono sotto controllo), in periodi di forte stress, o a causa di cambiamenti ormonali come la gravidanza.

Risultato : prurito, perdite bianche spesse e bruciore. Tre donne su quattro ne soffriranno almeno una volta nella vita.

Vaginite batterica

La vagina ospita naturalmente milioni di batteri protettivi. Quando questo equilibrio si altera, a causa di una lavanda vaginale, di un cambio di partner, di antibiotici, alcuni batteri meno "amichevoli" prendono il sopravvento.

Non si tratta di un'infezione sessualmente trasmissibile, ma di una disbiosi : un po' come quando il microbiota intestinale è alterato.

Il segno più caratteristico è un odore di pesce, specialmente dopo i rapporti. Può anche non causare alcun sintomo.

Vaginite atrofica

Con la menopausa, la produzione di estrogeni cala. Questi ormoni svolgevano un ruolo chiave nel mantenere la mucosa vaginale idratata, elastica e resistente.

Senza di essi, le pareti vaginali si assottigliano e si seccano, come una pelle priva di crema idratante, ma dall'interno.

Ciò provoca bruciori, secchezza, talvolta dolore durante i rapporti. Non si tratta di un'infezione, ma di una modificazione fisiologica.

E contrariamente ai luoghi comuni, esistono trattamenti molto efficaci.

Tricomoniasi

Questa è causata da un parassita microscopico, Trichomonas vaginalis, che si trasmette durante i rapporti sessuali.

Si distingue per perdite giallo-verdastre e schiumose, spesso con un odore sgradevole.

Cosa c'è da sapere : anche il partner deve essere trattato contemporaneamente, persino in assenza di sintomi, altrimenti si rischia di infettarsi a vicenda continuamente.

Riconoscere i sintomi a seconda del tipo

Alcuni sintomi sono comuni a tutte le vaginiti: prurito, bruciore, perdite insolite, ma la natura e l'aspetto delle perdite variano in base alla causa. Questa tabella vi aiuta ad orientarvi.

Tipo

Perdite vaginali

Odore

Altri segni

Micosi

Bianche, spesse, dall'aspetto a ricotta o grumose

Poco o nessun odore

Prurito intenso, bruciore, arrossamento della vulva, dolore durante i rapporti

Vaginosi batterica

Grigiastre o giallastre, fluide e abbondanti

Odore di pesce, specialmente dopo i rapporti sessuali

Poco o nessun prurito, a volte nessun sintomo (50% dei casi)

Atrofica

Ridotte o assenti, forte secchezza

Nessun odore particolare

Dolore durante i rapporti, bruciore, infezioni urinarie ricorrenti

Tricomoniasi

Giallo-verdi, schiumose e abbondanti

Odore sgradevole, talvolta acre

Irritazione intensa, dolori urinari, fastidio durante i rapporti

Questi sintomi possono sovrapporsi. Una donna può credere di avere una micosi mentre soffre di una vaginosi batterica, e viceversa.

Poiché diverse vaginiti presentano sintomi simili, un test vaginale come Santelle può costituire un aiuto utile per comprendere meglio l’origine dei sintomi osservati.

Trattare con il farmaco sbagliato ritarda la guarigione e può peggiorare lo squilibrio vaginale.

Come curare una micosi vaginale

La micosi vaginale (candidosi vulvovaginale) è la vaginite infettiva più comune. Si tratta efficacemente con gli antifungini, disponibili in formulazione locale (ovuli, creme) o orale.

Trattamento locale : ovuli e creme antimicotici

Per una micosi non complicata, gli ovuli vaginali antimicotici disponibili senza ricetta rappresentano il trattamento di prima scelta. Contengono clotrimazolo, econazolo o fenticonazolo.

  • Ovulo monodose a rilascio prolungato (econazolo LP, Lomexin 600mg, MycoHydralin 500mg) : un'unica applicazione la sera prima di coricarsi

  • Cura di 3 giorni per le forme classiche : ovulo + crema vulvare, preferibilmente la sera

  • Associare sempre un ovulo intravaginale e una crema antimicotica per trattare contemporaneamente la vagina e la vulva

  • Le perdite dense dopo il trattamento sono normali : l'ovulo si scioglie con il calore corporeo

  • Attenzione : gli ovuli possono ridurre l'efficacia dei preservativi in lattice durante il trattamento

traitement vaginite avec des ovules antifongiques

Trattamento orale su prescrizione

Il fluconazolo 150 mg in dose singola per via orale viene prescritto dal medico.

Il suo vantaggio : agisce contemporaneamente sulla vagina e sulla vulva attraverso un'azione sistemica, evitando le irritazioni legate all'uso prolungato di creme. È controindicato in gravidanza.

In caso di micosi ricorrenti (più di 4 episodi all'anno)

Se soffrite di micosi ricorrenti, non limitatevi a trattare ogni episodio singolarmente.

Il medico potrà prescrivervi un trattamento di mantenimento della durata di diversi mesi a base di fluconazolo a cadenza settimanale, che riduce la frequenza delle ricadute di oltre l'80% dopo sei mesi di terapia continua.

Un tampone vaginale permetterà inoltre di confermare che si tratti effettivamente di Candida albicans, e non di una specie resistente.

Come curare una vaginosi batterica

La vaginosi batterica si verifica quando i batteri "buoni" della vagina perdono terreno rispetto ad altri meno benefici.

Il risultato : perdite insolite, talvolta un odore sgradevole. La buona notizia è che si cura bene. Quella meno buona : si ripresenta spesso.

In cosa consiste concretamente il trattamento?

Il medico vi prescriverà un antibiotico, il più delle volte il metronidazolo, da assumere per 7 giorni.

È disponibile in due formulazioni a seconda delle preferenze : in compresse da deglutire o in gel da applicare direttamente in vagina.

Se non tollerate bene il metronidazolo, esistono altre opzioni come la clindamicina, in capsule o in crema vaginale.

Il partner non ha bisogno di essere trattato : la vaginosi non è un'infezione sessualmente trasmissibile.

Perché le recidive sono così frequenti?

È una delle frustrazioni più comuni : la vaginosi batterica si ripresenta in oltre il 50% dei casi entro i sei mesi successivi al trattamento.

Questa tendenza si spiega con la difficoltà nel ripristinare stabilmente una flora dominante di lattobacilli.

Per prevenire le ricadute, il medico potrà valutare un trattamento soppressivo, oppure l'uso di probiotici vaginali a base di Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus reuteri, di cui diversi studi dimostrano l'efficacia nella prevenzione delle recidive.

Alleviare naturalmente : cosa può aiutare in associazione

Questi accorgimenti non sostituiscono un trattamento medico, ma possono ridurre il fastidio e favorire la guarigione.

Inoltre, alcuni rappresentano ottime abitudini da mantenere a lungo termine per evitare le recidive.

Un'igiene intima corretta

La vagina si pulisce da sola. Il vostro compito si limita alla zona esterna (la vulva), utilizzando un detergente delicato, senza profumo, con un pH compreso tra 4 e 5,5.

I prodotti che si ritengono "igienici" (saponi classici, salviettine profumate, deodoranti intimi, lavande vaginali) in realtà fanno l'opposto : distruggono i batteri protettivi e indeboliscono la mucosa. Un solo lavaggio esterno al giorno è più che sufficiente.

L'hygiène intime adaptée

Il gel di aloe vera

Se la vulva è irritata, arrossata o dolente, un gel di aloe vera puro, senza conservanti né profumo, può dare sollievo locale.

Possiede proprietà antinfiammatorie delicate. Da applicare solo esternamente, mai all'interno della vagina. Non cura la causa, ma lenisce il fastidio.

I probiotici alimentari

Yogurt naturali fermentati, kefir, crauti crudi : questi alimenti ricchi di fermenti lattici supportano il microbiota generale.

Si tratta di un'abitudine di mantenimento, non di una cura. Tuttavia, in associazione a un trattamento medico, può aiutare a ripristinare l'equilibrio più rapidamente.

Prevenire le vaginiti ed evitare le recidive

La buona notizia : molte vaginiti infettive possono essere prevenute o ridotte grazie a semplici abitudini quotidiane.

Cosa è preferibile fare

  • Indossare biancheria intima in cotone, non aderente. I materiali sintetici trattengono calore e umidità, creando l'ambiente ideale per le infezioni.

  • Pulirsi sempre da davanti a dietro dopo essere andate in bagno, per evitare di trasferire batteri intestinali verso la vagina.

  • Utilizzare il preservativo con un nuovo partner, almeno finché non si conoscono i rispettivi screening per le IST.

  • Cambiare regolarmente gli assorbenti e preferire assorbenti esterni o salvaslip senza profumo.

  • Informare il medico se vi vengono prescritti degli antibiotici. Potrà prescrivervi contemporaneamente un antimicotico per proteggere la flora vaginale durante la terapia.

Cosa è preferibile evitare

  • Le lavande vaginali interne, anche solo con acqua. La vagina si pulisce da sola, e i lavaggi interni distruggono la flora protettiva.

  • I prodotti profumati sulle zone intime : saponi tradizionali, spray, salviettine. Alterano il pH vaginale.

  • I pantaloni molto stretti e i materiali sintetici nell'uso quotidiano. La traspirazione è fondamentale.

  • Rimanere troppo a lungo con il costume da bagno bagnato. Il calore e l'umidità prolungati favoriscono la proliferazione dei funghi.

Quando consultare un medico senza aspettare?

Nella maggior parte dei casi la vaginite non è un'emergenza, ma alcune situazioni richiedono una consultazione medica tempestiva.

Consultate il medico o il ginecologo se si tratta del primo episodio, se siete in gravidanza (alcune infezioni vaginali possono causare un parto prematuro), se avete febbre o dolori al basso ventre (l'infezione potrebbe risalire verso l'utero), se il trattamento non ha funzionato dopo 7 giorni, o se avete più di 4 episodi all'anno.

Quest'ultimo punto è importante : le recidive frequenti non sono una fatalità.

Segnalano la necessità di approfondire gli accertamenti e probabilmente di impostare una terapia di fondo. Il vostro medico è lì per questo.

E se siete in menopausa e presentate fastidiosi sintomi vaginali : parlatene. Esistono trattamenti locali ottimamente tollerati che migliorano sensibilmente la qualità della vita. Troppe donne continuano a soffrire in silenzio quando esiste una soluzione semplice.

Domande frequenti

Si può curare la vaginite senza ricetta?

Sì, nel caso di una micosi vaginale non complicata di cui si riconoscono i sintomi (dopo una prima diagnosi medica). Gli ovuli vaginali antifungini a base di clotrimazolo o econazolo sono disponibili in farmacia senza ricetta medica. Al contrario, una vaginosi batterica o una tricomoniasi richiedono sempre una prescrizione, poiché gli antibiotici appropriati non sono farmaci da banco.

Quanto dura una vaginite con il trattamento?

Con un trattamento adeguato, una micosi vaginale scompare generalmente in 3-7 giorni. Una vaginosi batterica trattata si risolve in pochi giorni. I sintomi possono persistere per 1 o 2 giorni dopo l'inizio del trattamento prima di migliorare, ed è normale. Se non cambia nulla dopo 7 giorni, consulti un medico.

Qual è la differenza tra vaginite e vaginosi?

La vaginite è un termine generale per indicare qualsiasi infiammazione vaginale, indipendentemente dalla causa. La vaginosi batterica è un tipo specifico di vaginite causato da uno squilibrio della flora vaginale, con la sostituzione dei lattobacilli protettivi con batteri anaerobi. È la forma più comune di infezione vaginale nelle donne adulte.

La vaginite si trasmette al partner?

Dipende dal tipo. La micosi vaginale non è un'IST, ma in rari casi può essere trasmessa durante i rapporti sessuali. La vaginosi batterica non richiede il trattamento del partner. Al contrario, la tricomoniasi è un'infezione sessualmente trasmissibile: entrambi i partner devono essere trattati contemporaneamente per evitare una reinfezione.

Come curare una vaginite in modo naturale?

I rimedi naturali possono alleviare il fastidio in associazione a un trattamento medico, ma non possono curare un'infezione da soli. Il gel di aloe vera applicato esternamente può lenire il prurito vulvare. I probiotici (vaginali o orali) possono favorire il ripristino della flora batterica. Un'igiene intima delicata e adeguata è indispensabile. Al contrario, l'applicazione vaginale di yogurt, aceto o aglio non è scientificamente validata e può peggiorare la situazione.

Scritto da

Yasmina Akni

SEO e relazioni con la stampa, Santelle

Yasmina è specialista SEO presso Santelle, laureata in biotecnologie per la salute.

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