
Sintomi
Prelievo vaginale: svolgimento, dolore e risultati (2026)

Zineb Sadki
Redazione editoriale, Santelle
Il prelievo vaginale è uno degli esami ginecologici più comuni.
Consiste nel raccogliere un campione di secrezioni vaginali per analizzare i microrganismi presenti e individuare la causa di un fastidio o di un'infezione.
È prescritto da un medico o da un'ostetrica quando una donna presenta sintomi insoliti, nell'ambito di uno screening di infezioni sessualmente trasmissibili (IST), durante la gravidanza o dopo un trattamento.
La buona notizia? È un gesto semplice, rapido, che dura solo pochi minuti e che, nella grande maggioranza dei casi, non fa male.
Che cos'è un prelievo vaginale?
Un prelievo vaginale è un esame medico che consiste nel raccogliere secrezioni vaginali con un tampone sterile, uno strumento sottile simile a un cotton fioc medico.
Il campione viene poi analizzato in laboratorio per identificare con precisione i microrganismi presenti nella vagina : batteri, funghi, virus o parassiti.

È l'unico metodo affidabile per diagnosticare l'origine esatta di un fastidio vaginale, perché ogni tipo di infezione richiede un trattamento specifico. Il prelievo vaginale permette di individuare :
batteri responsabili di vaginosi o infezioni
funghi all'origine delle micosi (principalmente la Candida)
virus come l'HPV
parassiti come il Trichomonas
un semplice squilibrio della flora vaginale, anche senza sintomi marcati
alcune infezioni sessualmente trasmissibili (IST) : Chlamydia, gonococco, ecc.
Perché analizzare questi elementi?
Ogni causa di fastidio vaginale non si cura allo stesso modo.
Una micosi si cura con antimicotici, una vaginosi batterica con antibiotici adeguati, e una IST come la Chlamydia richiede un protocollo ancora diverso.
Senza un'identificazione precisa del germe in causa, si rischia di prescrivere un trattamento inadeguato e di prolungare inutilmente i sintomi.
Il prelievo vaginale permette quindi di individuare esattamente ciò che è in causa per curare efficacemente fin dal primo trattamento.

Perché il vostro medico ve lo prescrive?
Ci sono molte buone ragioni per fare un prelievo vaginale, e nessuna è necessariamente allarmante.
Avvertite sintomi fastidiosi. Perdite insolite, prurito, bruciore o un odore diverso.
Il prelievo permette proprio di individuare con precisione che cosa sta succedendo per curarvi efficacemente al primo colpo, senza andare a tentativi.
Volete fare uno screening IST. Che sia dopo un rapporto non protetto o nell'ambito di un controllo di salute regolare, il prelievo può cercare infezioni come la Chlamydia, il gonococco, il Trichomonas o l'HPV.
Farsi screenare significa prendersi cura di sé e dell'altro.
Siete incinte. A fine gravidanza (verso le 34-38 settimane), viene proposto un prelievo per cercare lo streptococco B.
Questo batterio è del tutto innocuo per voi, ma può essere trasmesso al bambino durante il parto: da qui l'interesse di individuarlo in anticipo per adattare la presa in carico.
Seguite un trattamento. Dopo una terapia antibiotica o antimicotica, il prelievo permette di verificare che l'infezione sia davvero passata. Una tappa rassicurante!
Nell'ambito di un bilancio di fertilità. Prima di una procedura di procreazione medicalmente assistita, viene spesso effettuato un prelievo vaginale per assicurarsi che nessuna infezione possa complicare il percorso.
Come si svolge il prelievo vaginale in laboratorio?
Il prelievo vaginale è effettuato da un professionista sanitario (biologo, infermiere o tecnico di laboratorio).
Ecco esattamente che cosa succede, passo dopo passo :
All'accoglienza : a seconda dei laboratori, non è sempre necessario prendere appuntamento. Potete lavarvi normalmente la mattina (detersione esterna con acqua), ma evitate qualsiasi lavanda vaginale.
Posizionamento : vi sdraiate sul lettino, con le gambe piegate, esattamente come in una visita ginecologica classica.
Lo speculum : un piccolo strumento medico viene introdotto delicatamente in vagina per permettere di visualizzare bene le pareti. Può sembrare intimidatorio, ma è molto rapido.
Il prelievo : uno o due tamponi sterili vengono passati sulle pareti vaginali e/o sul collo dell'utero. È indolore per la grande maggioranza delle donne, al massimo una leggera pressione.
Ed è tutto! I tamponi sono messi in una provetta di trasporto e inviati al laboratorio per l'analisi.
La durata totale dell'esame è di circa cinque minuti, dallo spogliarsi al risultato trasmesso.
Qualche piccola cosa da rispettare prima del prelievo
Perché i risultati siano davvero affidabili, occorre seguire alcune semplici precauzioni :
Nessun trattamento locale (ovulo, crema, gel vaginale) nei 3-5 giorni precedenti l'esame
Nessun antibiotico in corso: il prelievo va fatto prima di iniziare un trattamento o almeno 8-10 giorni dopo la fine
Nessun rapporto sessuale il giorno prima
Non durante le mestruazioni se possibile: il sangue può alterare l'analisi
Il giorno stesso, niente sapone intravaginale né lavande vaginali: basta una detersione esterna con acqua
Queste precauzioni evitano di falsare i risultati e permettono di ottenere un'analisi davvero rappresentativa.
L'autotest vaginale a domicilio : come funziona?
Avvertite un fastidio, prurito o perdite insolite, ma non avete necessariamente voglia di consultare subito?
Oggi esistono autotest vaginali realizzabili a casa, in una decina di minuti, per ottenere un primo orientamento prima di decidere se una visita è necessaria.
Gli autotest classici si limitano spesso alla misurazione del pH vaginale. Alcuni dispositivi più recenti vanno oltre analizzando più marcatori biologici contemporaneamente, il che permette di distinguere le principali cause di fastidio vaginale : micosi, vaginosi batterica o vaginite aerobica.
È in particolare il caso di Santelle, un autotest fondato sull'analisi di sei biomarcatori scientificamente validati in un solo prelievo.
Biomarcatore | Che cosa indica in parole semplici |
|---|---|
pH | Misura l'acidità della vagina. Un pH elevato segnala spesso uno squilibrio della flora. |
Perossido di idrogeno (H₂O₂) | Indica se i batteri buoni protettivi (lattobacilli) sono ben presenti. |
Esterasi leucocitaria (LE) | Rileva la presenza di globuli bianchi, segno di un'infiammazione o di un'infezione. |
Sialidasi (SNA) | Enzima prodotto da alcuni batteri; il suo eccesso orienta verso una vaginosi batterica. |
Beta-glucuronidasi (β-G) | Segno di una vaginite aerobica, un'infezione causata da batteri diversi da quelli della vaginosi. |
N-acetil-glucosaminidasi (NAG) | Enzima associato alla presenza di funghi, caratteristico di una micosi vaginale. |
Una volta effettuato il test, l'app Santelle fornisce un'interpretazione chiara e personalizzata dei risultati, senza gergo medico.

Che cosa questo test non sostituisce
L'autotest Santelle è un ottimo strumento di orientamento : vi aiuta a capire che cosa sta succedendo e a decidere se una visita è necessaria.
Se soffrite di infezioni ricorrenti, se i vostri sintomi sono intensi o se il test è positivo, un prelievo in laboratorio resta indispensabile per identificare con precisione il germe responsabile e ottenere un trattamento mirato.
In sintesi : un sintomo che compare porta idealmente a un autotest per una prima lettura rapida a casa, poi a una visita e a un prelievo in laboratorio se il risultato è positivo o se i sintomi persistono.
I risultati : quando e come leggerli?
I risultati di un prelievo vaginale sono generalmente disponibili entro 24-72 ore a seconda del tipo di analisi richieste (coltura batterica, PCR per le IST, ricerca di micosi).
Sono trasmessi direttamente al vostro medico prescrittore, che vi spiegherà che cosa significano e vi proporrà un trattamento se necessario.
Sono possibili due scenari :
Nessun germe patologico rilevato : la vostra flora vaginale è in buona salute. Nessun trattamento è necessario.
Viene identificato un germe : il laboratorio precisa di quale microrganismo si tratta e fornisce, se necessario, un antibiogramma, cioè l'elenco degli antibiotici efficaci contro quel germe specifico. Il vostro medico può così prescrivervi esattamente ciò che serve.
Niente panico se viene rilevato qualcosa : è proprio per questo che il test esiste.
Una volta individuato, uno squilibrio vaginale o un'infezione si cura molto bene nella grande maggioranza dei casi.
Pap test e prelievo vaginale : quale differenza?
Questi due esami ginecologici sono spesso confusi perché possono essere effettuati nello stesso appuntamento.
Eppure non cercano affatto la stessa cosa e rispondono a obiettivi medici distinti.
Pap test cervicale | Prelievo vaginale | |
|---|---|---|
Obiettivo | Screening del tumore del collo dell'utero | Ricerca di infezioni e IST |
Che cosa si analizza | Le cellule del collo dell'utero | I microrganismi presenti (batteri, virus, funghi) |
Tipo di analisi | Citologia (stato delle cellule) | Microbiologia (coltura, PCR) |
Frequenza | Ogni 3-5 anni tra i 25 e i 65 anni | Su prescrizione medica, secondo i sintomi |
In sintesi : il pap test sorveglia lo stato delle cellule per prevenire il tumore del collo dell'utero, mentre il prelievo vaginale individua le infezioni. I due possono a volte essere effettuati nello stesso appuntamento.
Domande frequenti
Che cos'è un prelievo ginecologico?
È un termine ampio che designa ogni prelievo effettuato a livello della zona genitale femminile (vagina, collo dell'utero, vulva). In pratica, viene spesso usato come sinonimo di prelievo vaginale.
Fa male?
No, nella stragrande maggioranza dei casi. Potete avvertire una leggera pressione durante l'introduzione dello speculum, ma l'esame è davvero molto breve. Se siete tese, non esitate a parlarne con il professionista che effettua il prelievo: può aiutare a rilassarsi.
Si può fare un prelievo vaginale durante la gravidanza?
Sì, senza alcun rischio per il bambino. È anzi raccomandato a fine gravidanza per cercare lo streptococco
Serve una prescrizione per un prelievo vaginale?
In genere sì, perché l'esame sia rimborsato dall'assicurazione sanitaria. Può essere rilasciata da un medico di base, un ginecologo o un'ostetrica.
E se nei risultati si trovano batteri?
La presenza di batteri in vagina è del tutto normale: la flora vaginale ne contiene naturalmente. Ciò che conta è la presenza di germi patologici in quantità significativa. Sarà il vostro medico a interpretare i risultati in funzione dei vostri sintomi.
Posso fare un autotest vaginale a casa?
Sì! Soluzioni come Santelle permettono di analizzare 6 biomarcatori da casa in 10 minuti. È l'ideale per un primo orientamento, prima di consultare se necessario.
Quanto tempo dopo un rapporto non protetto ci si può sottoporre a screening?
Dipende dalla IST. Per la clamidia e il gonococco, è consigliato attendere almeno 7 giorni. Il vostro medico vi guiderà in base alla vostra situazione personale.
Il prelievo è possibile se non sono sessualmente attiva?
Sì, assolutamente. Il professionista si adatterà usando uno speculum di dimensioni più piccole o proponendo un tampone più sottile. Non esiste alcuna controindicazione.

Scritto da
Zineb Sadki
Redazione editoriale, Santelle
Zineb è redattrice presso Santelle e scrive di salute intima e microbiota vaginale.






